Didattica

Il contrario della
bellezza non è il brutto

Insegno Disegno e Storia dell'Arte al Liceo Scientifico G.G. Adria – G.P. Ballatore di Mazara del Vallo. Dal 2020.

Il contrario della bellezza non è il brutto. È l'ignoranza — o, peggio, la presunzione di sapere. Questa convinzione guida ogni lezione: non si tratta di trasmettere nozioni, ma di allenare uno sguardo. La bellezza e la giustizia sono due aspetti della stessa cosa.

Il metodo è warburgiano: le immagini non sono illustrazioni di idee, sono organismi viventi che attraversano i secoli portando memoria emotiva. Studiare un'opera significa entrare in una conversazione millenaria — e capire che siamo già dentro quella conversazione, che lo sappiamo o no.

«La bellezza e la giustizia sono due aspetti della stessa cosa.»
Simone Weil

Il programma in cinque anni

Tre temi che attraversano tutto

Metodo

Warburg e la sopravvivenza delle immagini

Ogni opera è una stazione in un viaggio lunghissimo — e insieme un nodo di una rete sterminata che porta memoria emotiva attraverso i secoli. Chi sa leggerla capisce qualcosa di ciò che è, e di ciò che potrebbe essere.

Cittadinanza

Educazione civica attraverso l'arte

L'architettura bioclimatica di Gaudí, la ricostruzione di Montecassino, la Colonna Traiana: ogni opera è anche un documento. L'arte insegna a vedere il mondo e noi stessi — il potere e le paure, le speranze e le possibilità di salvezza.

Sguardo

Il disegno come forma di conoscenza

Disegnare non è riprodurre — è capire. La mano che costruisce impara a vedere quello che l'occhio nudo non coglie. Prospettiva e proiezione sono filosofia prima che tecnica.

My Beauthical World

«Beauthical» è una parola che ho coniato — beauty più ethical — per nominare ciò che la kalokagathía greca teneva unito: il bello e il buono come una cosa sola. È lo sfondo etico-estetico di tutto ciò che insegno.

My Beauthical World

Un progetto sul campo

Nel 2018–19, mentre insegnavo al Liceo Scientifico Einstein di Milano e coordinavo il Dipartimento di Disegno e Storia dell'Arte, ho condotto con la mia classe 3B un progetto di rilievo e riqualificazione del Padiglione A dei Mercati Generali — una struttura di archeologia industriale di circa 400×100 metri — nell'ambito del programma PON Conosco la mia Milano promosso da SOGEMI S.p.A.

I ragazzi, divisi in gruppi, hanno seguito direttamente tutte le fasi: rilievo fotografico; rilievo metrico con strumenti tradizionali, laser e digitali; rilievo materico e dei degradi con ipotesi di intervento; ricerca storica e documentale. Hanno incontrato vertici e tecnici di SOGEMI, imparato AutoCAD e SketchUp Pro in lezioni contestuali al lavoro — imparare facendo. Il progetto non è stato calato dall'alto: il museo è stato immaginato anche con i loro contributi, a partire da domande semplici e decisive — come vi piacerebbe fosse un museo così? cosa vi spingerebbe a tornarci?

I legami con il programma curricolare erano evidenti — disegno tecnico, storia dell'architettura, restauro — ma il cuore dell'esperienza era di educazione civica: cittadini di oggi e di domani protagonisti di una scelta reale su un pezzo della loro città. Il risultato fu un progetto approvato da SOGEMI e presentato in mostra. Non fu realizzato.

Museo dell'Agricoltura e dell'Alimentazione — Mercati Generali di Milano