Progetto didattico — Milano, 2018–19

Mercati Generali
Padiglione A — Progetto di riqualificazione

Committente
SOGEMI S.p.A.
PON Conosco la mia Milano
Classe
3B — Liceo Scientifico Einstein, Milano
Anno scolastico 2018–19
Docente coordinatore
Mauro Andrea Di Salvo
Docente di Disegno e Storia dell'Arte · Coordinatore dell'omonimo Dipartimento · Responsabile dei Laboratori di Storia dell'Arte · Studio di Architettura e Restauro
Tutor
Eugenio Grosso
Strumenti
AutoCAD · SketchUp Pro 2019
Documentazione
Rilievo dei degradi — Piano Terra Padiglione A

Il Padiglione A dei Mercati Generali di Milano — parte del complesso dell'Ortomercato progettato da Pier Luigi Nervi e inaugurato nel 1965 — è stato oggetto di un progetto di riqualificazione elaborato nell'ambito del programma PON Conosco la mia Milano promosso da SOGEMI S.p.A. Il lavoro è nato in aula: la classe 3B del Liceo Scientifico Einstein è stata guidata dal proprio docente di Disegno e Storia dell'Arte, Mauro Andrea Di Salvo — architetto e coordinatore del Dipartimento — con il professor Eugenio Grosso come tutor. Il progetto è rimasto nella scuola: un esercizio di architettura reale condotto con strumenti reali, AutoCAD e SketchUp Pro 2019, su un edificio reale che attendeva ancora la sua seconda vita.

Il fuoco compositivo del progetto è la torre elicoidale in vetro che segna l'accesso principale al padiglione. Una struttura cilindrica avvolta da rampe a spirale percorribili consente di salire osservando, a ogni quota, il mutare delle stagioni in un grande albero ospitato al centro: la crescita, la fioritura, la caduta delle foglie diventano misura del tempo e pretesto per sostare. Sotto la copertura del museo, visibili dall'interno attraverso le vasche idroponiche che li contengono, gli apparati radicali delle alberature in quota offrono uno spettacolo che raramente si ha occasione di vedere: la vita sotterranea dell'albero resa trasparente, come un laboratorio permanente di botanica urbana.

La rampa verde che chiude e definisce il prospetto nord-ovest del padiglione è al tempo stesso facciata, parco e infrastruttura. Praticabile a piedi e in bicicletta, porta il visitatore sul tetto del museo e si connette alla rete ciclopedonale di Milano che si distende verso Città Studi e il Politecnico. Lungo il suo sviluppo la rampa ospita spazi di servizio e impianti tecnologici; in copertura, il parco urbano in quota diventa un affaccio inedito sulla città. Le facciate laterali — lunghe quattrocentometri — alternano vetro strutturale, calcestruzzo armato a vista, mattone e elementi in legno lavorato: una grammatica materica che ricuce la preesistenza industriale di Nervi con il vocabolario del progetto nuovo.

Il ristorante-bar in copertura è concepito come luogo di cultura agroalimentare lombarda: i prodotti e i piatti proposti seguono la stagionalità e la geografia del territorio, in una continuità dichiarata con la vocazione mercatale dell'edificio sottostante. La copertura che lo contiene richiama, in chiave rigorosamente contemporanea, la tecnica costruttiva della Escola Vicentina della Sagrada Família di Gaudí — dove il profilo iperbolico-paraboloide è struttura portante, involucro e forma al tempo stesso. Qui la superficie sinusoidale alterna pieni e vuoti per regolare la luce zenitale e segnare il profilo dell'edificio sul cielo di Milano.

Il piano terra del padiglione ospita un sistema di usi complementari che compongono un polo urbano aperto alla città: botteghe artigiane legate alla filiera del cibo e dell'agricoltura lombarda, spazi ludici per bambini con animatori — riconoscibili dall'installazione di colonne a colori saturi che attraversano la navata come segnali cromatici nell'architettura —, installazioni fisse per la ricostruzione immersiva del mondo rurale e delle sue trasformazioni, presentazioni delle varietà di prodotti, cibi, vini, strumenti e macchine che definiscono l'identità agroalimentare della Lombardia.

L'architettura esistente di Nervi non è uno sfondo ma una premessa. La struttura originaria viene salvaguardata, messa in evidenza, integrata con cura: dal dettaglio del sistema spider sulla vetrata — ancoraggi puntuali che lasciano il vetro in piena luce senza montanti opachi — fino alla scala urbana della rampa verde e della torre. Il progetto attraversa la preesistenza senza cancellarla, aggiungendo strati che la rendono visibile in modo nuovo.

Rilievo dei degradi — Piano Terra Padiglione A