Scrittura · Poesie

Caro uomo

Forse una sera, tranquillo lungo una strada il vento chiamerà piano il tuo nome e se risponderai la luna ti condurrà per mano fino al mare. Lì, se ascolterai conoscerai il silenzio che unisce le stelle alle colombe arruffate: lì, vicino al mare sarai l'onda e la spiaggia del tuo naufragio e la curva dell'acqua sull'impronta leggera che è la tua vita.

Allora crederai di conoscere le città di metallo dove ardono ancora gli amanti che amano senza allegria nell'oblio dei vecchi che la terra nasconde fra le nubi di polvere. E vedrai in basso le valli schiacciate dall'orizzonte sotto rugiade di solitudine e avrai paura di ascoltare i sussurri senza voce né musica che i sentieri deserti appendono ai brandelli di vento.

E se incontrerai una donna vestita di allegria la notte sarà dolce e il mattino più chiaro ma invano le chiederai il nome fra i suoi baci e il sale lei ti sorriderà e la vedrai andar via lieve com'era apparsa.

Caro uomo, somigli alla tua impronta naufrago ignaro che è il mare a reclamarla come l'onda la spiaggia e che forse altrove non lontano da qui la tua bocca avrà ancora fame di sabbia.