Testi scritti per persone, per occasioni, per momenti precisi. Alcuni esistono da decenni su carta.
Famiglia
Serbi bellezza
Per Francesca
Il tempo ormai sfilaccia ogni certezza ma tu Francesca mia, serbi bellezza nel passo che qui ancòr non si smarrisce su un prato che – follia! - sempre fiorisce.
Nel trentanove, che già ardea la terra, sotto la nera stoppa della guerra sei nata qui in Sicilia, una stellina che brilla ancor nel cielo di mattina
Portavi in te un destino di grandezza Ben oltre la "moletta"… tenerezza Che da bambino così ti chiamavo E mi domando se già immaginavo
che la misura vera dell'essere giammai davvero si può comprendere coi metri e la pelle del corpo umano ma ricercata va assai più lontano
nell'animo in fondo che tutto accoglie. Quello che il tempo non può, che non toglie alla memoria quando tutto passa non è la carne, non è peso o massa
ma il ricordo dei gesti più semplici nel tempo d'acqua cerchi concentrici d'un senso più profondo, amor di pace in questa vita che ancor si compiace
di molte picciol cose quotidiane. Distanti come isole lontane Ma sempre in me riunite nel concilio che placa ogni traversa ed ogni esilio
e lega madre e figlio qui nel cuore ben oltre ogni distanza, ogni dolore. Quegli anni che adesso ti accompagnano verso traguardi che si allontanano
ma portano con sé saggezza antica ciò che ci lega ancor ci benedica di sfumature e auròr sempre più care che il tempo no, non può mai cancellare.
Il tempo che sfilaccia ogni certezza In te Francesca mia serbi bellezza.
Sono qui sull'autostrada
Per Francesca · festa della mamma · composta guidando
Sono qui sull'autostrada E sebbene ami guidare Poiché penso ovunqu'io vada Molto più piace pensare Così penso quand'è dritta A ogni curva che s'appresta A ogni tir con la sua scritta A se è quinta oppure sesta
Oggi, festa della mamma Non si pensa a scuola e ferie Ma a una mamma d'alta gamma —cosa dico, fuoriserie— A cui voglio tanto bene Che è la mia, niente da dire Ché la sento nelle vene E chi sa, lo può capire.
Ancora in gambissima
Per Francesca, ottantasei anni
Franca mia, quando ti chiamo sento la tua voce che ride, da Palermo arrivi lo stesso come il sole quando decide. Hai attraversato gli anni come il sole attraversa i vetri, non ti fermano gli affanni, tu li trasformi in colori.
Classe Trentanove, ma chi l'ha detto? Balli ancora, ridi ancora, hai il cuore perfetto! Mamma mia, che meraviglia sei, con gli anni addosso come fossero fiorellini tuoi. Ancora in gambissima, ancora in gambissima, nessuno come te, Franca, nessuna come te!
Hai visto il mondo cambiare, hai tenuto tutto in equilibrio, ci hai insegnato ad aspettare il momento giusto, con giudizio. Ma non è solo la saggezza, è quella luce negli occhi tuoi, quella piccola caparbietà, quella tenerezza, che non invecchia mai, e lo sai.
Ottantasei anni portati come un vestito d'estate, leggero, elegante, con grazia. Non è fortuna, Franca. Sei tu.
Classe Trentanove, ma chi l'ha detto? Balli ancora, ridi ancora, hai il cuore perfetto! Ancora in gambissima, ancora in gambissima, nessuno come te, Franca, grazie per esserci, sempre!
Il tempo passa e si mutan le cose
Per Francesca, ottantacinque anni
Il tempo passa e si mutan le cose Cambian le nuvole, i mondi e le rose Sin le più rare, le più profumate Presto o anche tardi saranno passate Perché son cose, è così che lor vanno, Splendono e passano, e fanno anche danno Perché il passar non è certo indolore Ed impariamo che i tagli nel cuore Senza rumore si aprono piano Come la neve che cade lontano
Ottantacinque son oggi i tuoi anni Il rito è l'ora che celia gli inganni Quella che passa e ti prende per mano Come una mamma col bimbo già anziano
Alcune cose non cambiano affatto Io ancor ci credo, sarò pure matto Ma ciò che senti per chi ti ha creato Non può mutar a capriccio del fato
Tu sei e sarai, ora e per sempre, mia madre. Tu sei e sarai, ora e per sempre, mia madre.
Oggi pesi novantuno anni
Per Franco · novantuno anni · sessantacinque di nozze
Oggi pesi novantuno anni e sessantacinque volte l'eternità— non so quale misura è più vera sulla bilancia dove il tempo smette d'essere tempo e diventa sostanza.
Hai dissodato una montagna. Hai fatto di Affacciaturi l'eden terreno da cui si vede— non il paesaggio, ma l'atto stesso del vedere. Così mi hai insegnato: libri prima di pane, domande prima di dio, l'inquietudine mai sazia di meraviglia.
Amore non è una favola— è un lavoro da ferroviere dell'anima: tenere dritti i binari quando tutto deraglia, riconoscersi ad ogni stazione anche stanchi, anche curvi, anche dopo che il treno ha attraversato la guerra, la fame, l'esilio, il silenzio.
Novantuno anni. Sessantacinque volte sì. Un solo amore che muove il sole e le stelle.
A mio padre (e non solo)
Per Franco
Mi sembra ieri, di prima mattina Che principiavi la nuova cantina Con le traverse dei treni a Bassano Ti martellasti con forza una mano
Ed il tuo sangue colpì me bambino Che non ti davo neppur 'n'aiutino
Eppure avevi gli stessi miei anni Quando la Guerra iniziava i suoi danni
[…]
L'amor che move il sole e le padelle!
Noi abbiamo le ali
Per Carla
C'era una volta la Carla Favata Era una bimba, parea delicata, Invece è più come un treno blindato A 16 anni avea già cominciato Aver la danza per Stella Polare e aprir la Scuola ch'ancor fa ballare
Ancora ricordo quell'undici agosto E quella scala azzurrina, in cui sosto E riguardando lei su, nella porta Sento d'un tratto scoppiare l'aorta "Mi sento a casa" le dico, e sorride Con quel sorriso che sempre m'uccide.
Meno d'un anno, ero già trasferito Addio Milano, a Mazara stranito Vivo con lei un amor senza uguali Ma che volete, noi abbiamo le ali.
Eppure mi sento a casa
Per Carla
Scale azzurre, un'estate che bruciava piano, ti salutavo, ma restava la tua mano invisibile sul cuore, già legato a te. "Eppure mi sento a casa" — e non sapevo perché.
Come Romeo ho cercato il tuo balcone, come Giulietta hai danzato nel mio nome. Verona ci ha visto inginocchiati al destino, Venezia ci chiama ancora, più vicino.
Sei la danza che non smette, sei il passo che mi tiene in piedi. Harmonia Suave del mio cuore inquieto, Dance Works di un amore segreto che il mondo intero adesso vede. Eppure mi sento a casa — solo qui, con te.
Nove lune e poi il coraggio di restare, lasciare il Nord per imparare ad amare con la lentezza del barocco e il fuoco del domani — tu, Carla, che mi tieni tra le mani.
Eppure mi sento a casa — per sempre, per sempre, qui con te.
Bentornata cara Carla
Per Carla
Bentornata cara Carla Spero sol che tu vuoi darla Che vuoi darla solo a me Parapunzi punzi pe
Tu lo sai di cosa parlo Nella mente ho come un tarlo Io ci penso tutto il giorno E mi sento un pesce al forno
E così or te lo dico Senza foglia e senza fico Or che qui sei ritornata E s'indora la giornata...
Quel che spero, e non è strano È che tu mi dia la mano!
Mi piacerebbe
Per Carla · messaggio alla chat delle scuole di danza
Mi piacerebbe che ci fermassimo anche solo per un breve istante a considerare con attenzione la fortuna che abbiamo, noi tutti a vario titolo, per il fatto che le strade delle nostre vite ci hanno condotto, sia pur per un breve tratto, a incrociare il sentiero della vita di Carla. Siamo tutti unici e diversi l'uno dall'altro, e varie e differenti sono le motivazioni e i casi che ci hanno portato a condividere, superficialmente o profondamente, il sogno di questa strana piccola meravigliosa donna dai capelli ribelli color del sole.
piccola meravigliosa donna dai capelli ribelli color del sole!
Ricordo che da Milano le scrissi che mi sembrava una luce che camminava sulla Terra, fra esseri ignari della portata e del valore di ciò che passava loro accanto. Io semplicemente l'ho riconosciuta e ne ho tratto le conseguenze logiche, e mi sono trasferito in questa terra che spesso non la merita. Non parlo solo della danza, parlo davvero di Claritas nel senso della Scolastica, della Lux Continua di Suger. Per questo mi permetto, a dispetto della mia ritrosia ad apparire, di condividere con voi queste parole, e di impegnarvi qualche minuto del vostro tempo; prezioso, perché tutti moriremo. Ma più prezioso ancora, perché possiamo essere grati delle fortunate coincidenze che ci consentono di essere qui oggi vicini a questa donna.
piccola meravigliosa donna dai capelli ribelli color del sole!
Perché, parafrasando Montaigne, forse non la comprenderemo mai del tutto, ma grazie a lei forse potremo assai più che comprenderla. Potremo provare a essere un po'… migliori.
Poesia di Franco Di Salvo · capostazione a Bassano in Teverina · 1964–1973 circa
passano fischiando veloci e impetuosi come pensieri che d'ansia sanno e di fremiti i miei treni
E "quello" giganteggia ancor carico di foglie come d'anni verde e ridente come un fanciullo ed i fanciulli crescono giocando. Quello rinverdisce ancora i treni passano fischiando come pensieri fugaci
E la vita così trascorre Anche per noi
Un giorno come tutti gli altri
Tema di quinta liceo · 1980 · estratto musicato
La scuola
Inno Dance Works
Per la scuola di danza
È nata la mia stella che risplende il sogno di Dance Works che sempre vive e il cuor di tutti noi sempre più accende
Sulle punte che danzano leggère cantiam con il balletto Gentilezza Grazia e armonia di anime sincere e con il cuore pur siamo Bellezza
Amiamo danzare, perché è ciò che siamo La danza è nel cuore, passione che è vita Noi siamo famiglia e insieme brilliamo Dance Works la scuola di danza più ambita! Carla Favata, maestra nel mondo Il tuo grande amore viaggia profondo La danza nel cuore per sempre sarà La nostra famiglia e la libertà!
Il Musical poi, un teatro che danza! Luci, Canto, ballo e anche recitazione Sogni e grandi storie, la loro fragranza Son sì, pura bellezza e vera emozione
Harmonia Suave, così è la danza antica Dai manuali la Bellezza è sempre viva Per tutti l'armonia sia dolce e amica E insiem la gentilezza si coltiva
Da Milano a Parigi, Londra, Cina Il mondo intero ci ama e ci ammira Impegno, gioia, disciplina La danza nel cuore è amor che respira!
Scuola di danza, scuola di vita Dove l'anima sempre si ritrova Dance Works per sempre infinita Nel cuore che danza e si rinnova!
Dance Works nel cielo d'estate
Per il saggio di fine anno · Fata Morgana e Merlino
Quest'anno è volato via, tra danze e magia, tra fate e stregoni di notte e di dì. Fata Morgana ha incantato, il grande Merlino ha convocato, e voi, uno a uno, ci avete stupito.
Sotto il cielo d'estate, siete stelle già, portate nel cuore la gioia del mondo. Sorridi, sei bravo, sei bello davvero – sei tu Dance Works, il cuore e il pensiero!
Dance Works non si ferma, neanche un momento, l'estate già danza col suo caldo vento. Danzate e sognate, ridete col cuore, insieme più forti, la danza è l'amore!
Grazie a voi. Danzate e sognate! Buona estate, Dance Works.
San Vito, Luce Divina
Per San Vito · martire adolescente · patrono dei ballerini · nato a Mazara del Vallo
San Vito giovane e puro Con coraggio il cuore duro Proteggi danze, cani e amore Illumina il mondo con il tuo splendore
San Vito guida i nostri passi Insegnaci bellezza nei contrasti Custode di bontà e natura Porta la pace, la fede sicura
A Mazara il tuo nome risuona La tua storia mai si abbandona Con fede hai sfidato l'impero Un martire giovane Un cuore sincero
Oh San Vito Luce divina Proteggi chi danza Chi cammina Con dolcezza regala speranza Sicilia canta la tua possanza